di nuovo poeti

Poesie aggrappate all'oggi e voltate verso ieri tutte (quasi) di Bruno Zucchermaglio

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E io sono qui per te

E io sono qui per te










E io sono qui per te
in piedi
davanti alla tua porta
chiusa
aperta solo nei miei pensieri
che nuotano
nella triste gioia
dei tuoi occhi infiniti
Dai monti
del Khorassan
sei sceso dalle colline
correndo seimila chilometri
ma il tuo cuore non si apre
celato fra pareti e segreti
appena sussurrati.
La mano che bussa

alla tua porta
è sempre la mia
mentre con un gesto accarezzo il vento
intorno al tuo volto battriano

cercandone
quei sorrisi di lacrime
asciutte,
riflesse nel sole di quel tramonto
che non abbiamo colto

in tempo.

Bruno Zucchermaglio (08.08.2017)

E rivedo quegli occhi rossi

E rivedo quegli occhi rossi

 

 

 

 

 

 

 

 

E rivedo quegli occhi rossi

al tramonto che ci osserva

mentre Monaco si stende

sotto i nostri sguardi attoniti

con il tuo dolore

che esce solamente a brani

e gli strattoni della nostra differenza

abissale

dai monti aridi e scolpiti

intorno a te bambino

fatto di vetro infranto

perché ti catapulti su di me

senza abbracciarmi?

Bruno Zucchermaglio (26.5.2017)

 

 

 

 

 

 

 

 

Il fiore segreto
che mi usciva dagl’occhi
profumava di vento
Gli alberi circondavano
le nostre idee
articolate fra i campi coltivati dai sogni
dei bambini
che eravamo al mattino
al risveglio
delle sirene spezzate
sulle pareti infrante
nel tepore della casa
che a primavera sgela
gradatamente verso il calore
algido dei nostri sguardi sgualciti

Bruno Zucchermaglio
3.2017

Eternamente

mi rivedo
sospinto dipinto
tra le fauci
d’un’incognita
misura

Il tempo
mi trascina intanto

Laddove
pietanze sorvolano
tavole
dipinte
da sorrisi in festa
d’intorno
rimuovo
lo spacco

segretamente


dassolo

Bruno Zucchermaglio
1996-1999



Marzo è il mese

delle banane marce.
Soprattutto
il giorno prima.
Il giorno dopo
tutto ritorna
vivido e osceno
come una battuta
d'arresto
in un battito d'ali
appena cominciato

Bruno Zucchermaglio
(18.3.2015)

Calda è la notte per morire

stanotte il vento mi porterà via per sempre

lacrime dolci danzano sogni impensabili

e fra le chiome di capelli intrecciati

le nuove genti si stringeranno al niente

senza più dire nulla

senza capire

senza sapere

solamente avvinti dal liquame caduco

dei bagliori superiori e negletti

 

Bruno Zucchermaglio

25.3.2016

Non ci sono prati sulla luna

e il vento non soffia mai.

Il ghiaccio rapisce i pensieri

anche i più temerari

e ribelli

mentre le corse delle idee

s’arrestano nell’algida marea bigia.

Ma la luce è fatta di notte

questa notte

e un sole buio

s’infiamma sprigionando

luce di cenere

che risorge da se stessa.

 

Bruno Zucchermaglio
11.5.2016



Sospeso in un vuoto che non comprendo più,

non ho parole da dirti

giovine capitolo

irresoluto

della mia vita

di sventure distorte.

Se la dolcezza dei tuoi occhi

si abbandona al sopore della notte

senza me

né te,

l’aridità dei miei pensieri

scalpita all’indietro

e ti abbandona supino

in avanti

verso le mete giocose

della tua vita

di sapori da sempre

interdetti

BrZ
(2.2015)

 

              Irrelato
                         scomposto
                         enucleato
                         s’aggira senza mete né rincorse
                         l’io
                         che non trova congiunzioni
                         e transita
                         imperscrutabile
                         le vie d’ogni dove
                         a san donà di piave
                         la radio rompe gli schemi
                         e la voce friulana del gr
                         sovrasta quella veneta
                         e un suono di carso
                         di timbro quasisloveno
                         par di sentire pasolini
                         e l’idea vola
                         al lido di ostia
                         al delitto di stato
                         eliminare ogni traccia
                         di chi sapeva ma era debole
                         e il rimando si allaccia
                         al mio me
                         eliminato
                         e radiato
                         pestato
                         e annullato
                         tritato
      e sbriciolato

      Bruno Zucchermaglio
          (7.12)


Tra le indescrivibili grettezze

del mio animo infimo e marcio,

si apre un oscuro spiraglio

nerastro,

offuscato da fuliggine remota

frammistato di rimandi e di rimorsi

scoloritisi

lontano dal chiarore solare

che li aveva generati.

E inghiottendo

e masticando

questa nuova terra di carbone,

io,

minuto essere,

ambiziosamente elevatomi

al di sopra di tutte le costellazioni,

consciamente sprofondato

nelle viscere degli inferi più struggenti,

mordenti e dilanianti,

innalzo le mani

agognanti una stretta fidata

 

 

Bruno Zucchermaglio

(26/07/1988)


Vita senza esistere

noi siamo.
Abbandonati
sul selciato
delle idee
degli altri,
la nostra libertà
si costringe
nella nostra
prigione mentale
d'ovatta sgrezzata


1.15

Bruno Zucchermaglio

 

Rottame
reietto
osso di seppia
rigettato e sputato
dal mare
non fra le sottili sbarre
dell’uccellino
con uno scopo
vedo mettermisi
bensì
affossato nella sabbia
schiacciato
e sepolto
da ogni passo
che transita
sempre più in fondo
inumato


Bruno Zucchermaglio
(1.2013)


Questa notte la notte

non ha senso
Non una riga
riesce a separarmi
l’oggi dall’ieri
Fumata bianca in cielo
Non una piazza
non un papa
in giro
Solo bagliori arancioni
nei sogni di bambini
scullato
Solo canali flaccidi
in veste di multicolor
annoiato

BrZ
1995